Le “fattorie” della bile

Nelle fattorie della Cina, circa 20 mila orsi Neri Asiatici, dopo essere stati catturati con trappole che spesso causano loro terribili mutilazioni, vengono imprigionati per oltre 20 anni, tutta la durata della loro vita, in strette gabbie di metallo. Queste gabbie, non più grandi del loro stesso corpo, impediscono qualsiasi movimento, deformando le ossa e atrofizzando gli arti. 
Conosciuti come Orsi della Luna per via della loro stupenda luna crescente sul torace, questi orsi vengono “munti” giornalmente per la dolorosissima estrazione della loro bile attraverso rudimentali cateteri di metallo conficcati profondamente nelle loro cistifellee, oppure attraverso fori permanentemente aperti ed infetti praticati nel loro addome, attraverso i quali la bile gocciola.  
Molti orsi vorrebbero porre fine alle loro sofferenze suicidandosi, ma anche ciò gli viene impedito, segandogli o strappandogli denti e artigli, lasciando loro solo la possibilità di impazzire a vita. Gli orsi vivono una vita di torture prima di morire agonizzando lentamente in seguito ad infezioni croniche e tumori.
La bile è usata nella medicina tradizionale cinese come blando antiinfiammatorio, nonostante siano disponibili oltre 50 rimedi alternativi, erboristici e di sintesi. Oggi viene impiegata anche per beni di largo consumo destinati al mercato asiatico tra i quali shampoo, dentifrici, bibite etc…
Il salvataggio degli orsi della luna
Il salvataggio degli orsi inizia nel 1993 quando una coraggiosa donna inglese di nome Jill Robinson, si recò a visitare uno di questi luoghi infernali. Nasce così nel 1998 Animals Asia Foundation, organiz-zazione internazionale che da più di 12 anni si batte per porre fine alle “fattorie” della bile, riscattando gli orsi, ospitandoli nei suoi centri, cercando di far dimenticare loro gli orrori subiti, sensibilizzando l’opinione pubblica mondiale e promuovendo il cambiamento attraverso ricerca e informazione. 
Nel giugno del 2000, dopo anni di faticose negoziazioni, Animals Asia Foundation conclude un accordo storico con il Governo Cinese per la liberazione di 500 orsi e la progressiva chiusura di tutti gli allevamenti. 
Dall’ottobre del 2000 più di 40 allevamenti sono stati chiusi e circa 300 orsi della luna sono stati affidati alle cure di AAF e ospitati nell’oasi di Chengdu. Il santuario di Tam Dao (Vietnam) ha invece già accolto 55 orsi confiscati ai bracconieri. 
Il recupero
Gli orsi arrivano ai centri di recupero nelle condizioni più scioccanti – denutriti, disperatamente malati e terrorizzati, tutti hanno sempre urgen-te bisogno di cure veterinarie, interventi chirurgici e di essere accuditi con amore. La riabilitazione di questi maestosi giganti ri-chiede molto tempo, pazienza e intensi mesi di riabilitazione. Animals Asia sta tuttora trattando con i governi cinese, vietnamita e coreano per ottenere il risultato massimo: la chiusura definitiva di ogni singola fattoria della bile.
 
 
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2 risposte a Le “fattorie” della bile

  1. giovanna scrive:

    per caso ho visto il vostro annuncio in TV ed ora sono nel vostro sito……. sono profondamente addolorata per queste atrocità. Il solo pensiero di quei poveri orsi in quelle condizioni mi fa soffrire terribilmente. Come può un essere umano essere così crudele e spietato. Grazie, grazie ancora per il vostro aiuto….. Darò conoscenza a tutti di quello che sta succedendo e della vostra attività. Diteci come possiamo contribuire.

    • Salviamo gli Orsi della Luna scrive:

      Grazie Giovanna,

      Animals Asia Foundation ospita nei suoi centri personale medico-veterinario altamente qualificato e una grande quantità di operatori locali per le mansioni meno “specialistiche”.

      Da qui è molto importante sostenere la battaglia e l’ attività AAF divulgando l’informazione (segnalando per esempio il loro e il nostro sito) e mandando un contributo per sostenere le spese dei due centri di recupero degli orsi liberati e consentire loro di effettuare nuovi riscatti.

      Noi come Associazione ci diamo obiettivi periodici ben precisi. In questo momento stiamo raccogliendo, con le nostre attività e l’aiuto di voi tutti, il denaro per sostenere i costi per il maggior numero possibile di operazioni di colecistectomia (rimozione del catetere e della cistifellea danneggiata).

      Potrai trovare tutte le informazioni in proposito alla voce “donazioni” su questo blog.

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